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Free the Opera
 

 

PAUL WERTICO  drums

FABRIZIO MOCATA  piano

GIANMARCO SCAGLIA  contrabbasso

Per anni i musicisti jazz hanno interpretato temi presi a prestito dal repertorio della musica popolare contemporanea. I brani celebri vengono chiamati “standard” e la pratica del “tema con variazione” di antica memoria, in buona sostanza si rivela intramontabile. In questo progetto, Fabrizio Mocata ha pensato di andare a ritroso nel tempo prendendo alcune famose “arie” d’Opera che, per lo meno in Italia, possono essere considerate “canzoni popolari contemporanee del XIX secolo” e questo a mio parere conferisce ai brani più valore intrinseco e una qualità che consente più profonde esplorazioni nel tempo, struttura ed elaborazione armonica. Le tracce del Cd rappresentano due diverse ma connesse aree del jazz. Da una parte abbiamo l’autentica interpretazione delle “canzoni popolari contemporanee del XIX secolo” e dall’altro abbiamo i brani che derivano direttamente dall’incontro della creatività e dell’interplay dei musicisti. Non è un caso che uno di questi si chiami “Meeting of the Minds”. Se nel jazz la scelta del materiale musicale non necessariamente influenza la formazione del gruppo, questo gruppo stesso produce del materiale musicale, producendo la maggior parte di ciò che i musicisti scelgono di suonare. Fabrizio Mocata è responsabile della scelta dei brani ed ha contribuito all’incisione con sorprendente versatilità, radicato nella formazione classica unita a tutte le esperienze musicali che ha maturato in diversi stili e generi. Gianmarco Scaglia ha contribuito con il suo accompagnamento solido e mai troppo invadente e con forte senso melodico e armonico. Il grande virtuosismo batteristico, la creatività poliritmica e il sostengo sono i contributi del grande Paul Wertico, che già da tempo ha dimostrato di essere maestro di ogni situazione musicale. I tre musicisti insieme hanno collaborato con grande energia e con rilassamento e creatività alla produzione di una delle sessioni di registrazione più regolari e produttive che abbia mai seguito nei miei 21 anni di carriera come produttore.

 Raimondo Meli Lupi